Le tre sinagoghe georgiane

ArteLe tre sinagoghe georgiane

di Dova Cahan

Provenienti originariamente dalla regione Caucasica, secondo alcuni, gli ebrei giunsero in Georgia nel IV secolo prima dell’Era Cristiana, durante l’esilio babilonese, rappresentando, dunque, una delle più antiche comunità del Paese.

Negli anni ‘70 del secolo scorso erano più di centomila, ma a causa dell’emigrazione, in particolare verso Israele, Stati Uniti, Russia e Belgio, la popolazione ha subito un rapido decremento.

Essi sono sostanzialmente ashkenaziti e parlano il giudaico-georgiano o ebraico-georgiano, noto anche come “kivuli” o “gruzinico” che è l’unico idioma del Caucaso meridionale intelligibile con il georgiano. Oggigiorno è usato da 85.000 persone, di cui 20.000 vivono ancora in Georgia mentre le restanti 59.800 circa, ossia l'80% della comunità, si trovano in Israele dove vi sono immigrati nel 1970. Di conseguenza la lingua è in declino.

In Georgia esistono tre Sinagoghe. La più grande si trova nella capitale Tbilisi ed è il più grande edificio di culto ebraico del paese, costruito in mattoni tra il 1895 ed il 1903. Fondata da ebrei di Akhaltsikhe, stabilitisi qui nel tardo XIX secolo, è nota anche come la "Sinagoga Georgiana". 

Un’altra si trova nella città di Kutaisi, seconda città della Georgia. Fu costruita nel 1885, ed è il secondo edificio più grande di culto ebraico, dopo la Sinagoga di Tbilisi. Un tempo vi vivevano circa 500 famiglie, mentre oggi ce ne sono soltanto 200, su una popolazione locale di centocinquantamila persone.

La sinagoga di Batumi, terza città della Georgia sul Mare Nero, sembra  a prima vista un castello in stile Tudor, ma con la Stella di Davide. L'interno è una sala molto moderna, dove prevale il colore bianco. Oggi solamente 50 famiglie vivono in questa città composte principalmente da anziani.

 

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