Chag Chanukkà sameach

CulturaChag Chanukkà sameach

di La Redazione

Chanukah o Hanukkah è il termine ebreaico per “inaugurazione” e si riferisce alla riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme nel 161 a.C.

Più di 2300 anni fa, nella terra chiamata Giudea, il re greco Antioco Epifane,  ordinò a tutta la gente ebrea di rinunciare al loro Dio, alla loro religione e ai loro costumi, onorando solamente gli dei greci. In base a queste disposizioni, i templi giudaici furono distrutti, profanati o utilizzati per altre divinità greche. Tutte le persone che si rifiutavano di abbandonare la loro religione erano uccise.

Alcuni ebrei obbedirono ad Antioco, ma altri si rifiutarono. Tra quest’ultimi vi era Giuda Maccabeo, il quale, insieme ai suoi  4 compagni, formò un vero e proprio esercito. Il loro obiettivo era difendersi da tutti coloro che li opprimevano non permettendogli di vivere liberamente, professando la loro religione. Decisero di chiamarsi Maccabei, che significa “martello”. Maccabei e Siriani combatterono per tre anni, alla fine i primi riuscirono ad avere la meglio e riconsacrarono il Tempio in Gerusalemme.La prima cosa da fare era purificare, “ri-dedicare” il tempio a Dio; così rimossero da questo tutti i simboli e gli idoli greci. Hanukkah indica proprio questa nuova offerta del tempio a Dio. L’unico problema è che i giudei non trovarono l’ olio benedetto per poter accendere le lampade. Cercarono per molto tempo e alla fine in una delle stanze del tempio scovarono un’ampolla d’olio. I Maccabei sapevano che quel poco sarebbe bastato solo ad illuminare il tempio per una sera, ma a quel punto avvenne il miracolo, Il piccolo contenitore d’olio durò, non una, ma otto notti! Questo è il motivo per cui la “Mennorah” (specie di candelabro che viene acceso durante la celebrazione di Hanukkah) ha otto candele. Ognuna rappresenta una notte che la piccola quantità d’olio ha illuminato nel tempio. Ogni sera, per tutta la durata della festa, si accende una candela fino ad averle accese tutte e otto.

Questa, in estrema sintesi, la storia. E’ una festa che celebra un miracolo, quello della luce che dura e non si estingue e ritorna ogni anno a ricordarci che i miracoli (nes gadol haya sham – un grande miracolo avvenne lì ) sono possibili. Una festa allegra, di speranza, di gioia.

(grazie a bugidedallegambelunghe.wordpress.com)

 

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