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StoriaLa Strada Basarabi a Ploieşti

di Dova Cahan

Chi attraversa la Strada Basarabi di Ploieşti, città nel sud della Romania, può facilmente ammirare la sinagoga di Beth Israel che, ad insaputa di molti, è ancora in funzione, grazie alla presenza di una minuscola comunità ebraica composta ad oggi da una cinquantina di anime, ma che ha alle spalle una lunga storia.

Della sua costituzione non si ha un anno preciso, ma in un cimitero della comunità, ormai in via di estinzione, si trovano lapidi con iscrizioni datate tra il 1719 e il 1740. Dunque,  in teoria, gli ebrei iniziarono a stabilirsi nella città nei primi anni del 1700.

All'inizio del XIX secolo a Ploieşti arrivarono dai Paesi balcanici i sefarditi e la zona dove andarono ad abitare in maggioranza fu chiamata "la strada spagnola". Nel 1831, a Ploieşti, c'erano 280 ebrei ed il loro numero aumentò costantemente, raggiungendo i 2.478 nel 1899, 3.843 nel 1930 e 10.000 nel 1941.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la città divenne oggetto di interesse per i tedeschi per le sue riserve petrolifere. I legionari della "Guardia di Ferro" si impossessarono dei beni degli ebrei, chiusero i loro magazzini, eliminarono i bambini ebrei dalle scuole, vietarono le pratiche ai medici, agli avvocati e fecero licenziare gli impiegati.

Secondo la storia della comunità, la notte tra il 27 e il 28 novembre 1940, 11 ebrei furono arrestati e poi uccisi in una foresta nei pressi della città, tra le vittime vi fu anche il rabbino David Friedman, capo spirituale della Sinagoga degli Artigiani Fedeli. Il 13 luglio 1941, tutti gli ebrei rimanenti fra da 18 ai 60 anni furono arrestati e deportati nel campo di Tiso, Dambovita. (Tra loro vi era anche il marito della zia di mio padre il quale fortunatamente riuscì a sopravvivere alle atrocità del campo). Dopo sei mesi dal loro internamento fu obbligatoria la residenza al di fuori della città ed alcuni di loro furono inviati ai lavori forzati in Bessarabia e Transnistria.

Finita la guerra solamente 3.000 ebrei tornarono a Ploieşti, ma il loro numero  continuò a diminuire passando prima intorno ai 2000 e infine a poche decine. Tra il 1950 e il 2012, infatti, solamente 92 persone furono registrate nella comunità, tra i quali 50 di origini ebraiche mentre i restanti 42 provengono da famiglie miste. Pur essendo in parte cristiani, però, tutti mantengono le tradizioni della comunità.

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