Timisoara

CuriositàTimisoara

di Dova Cahan

Candidata per la Capitale Europea della cultura per il 2021, Timisoara è la terza città della Romania, dopo Bucarest e Cluj-Napoca. E’ diventata famosa soltanto nel 1989 a seguito della rivolta contro la dittatura di Ceausescu, ma ha una lunga e ricca storia alle spalle.

Situata nella regione del Banat, al confine con l’Ungheria e la Serbia, è bagnata dal Danubio ed è una delle aree urbane più attraenti del Paese, tanto che viene definita una “Piccola Vienna”, grazie ai suoi numerosi monumenti,  alle belle piazze recentemente restaurate risalenti al periodo austro-ungarico, ai giardini, ai parchi, per non parlare delle ricche strutture ricettive. Alberghi e ristoranti sono infatti tra i migliori di tutta la parte occidentale.  I costanti cambiamenti di confine tra Turchi, Magiari, Rumeni, Austriaci, Serbi hanno fatto della città un luogo multiculturale con minoranze originarie da tutta l'Europa. Nel giugno scorso l’ho visitata e ciò che più mi ha colpito sono state le sue tre belle Sinagoghe, rivelatrici di un’antica e importante  presenza ebraica. Già nel XVI secolo la comunità aveva vissuto momenti gloriosi: i suoi membri erano attivi nell’industria, nell’architettura, nell’istruzione e nel commercio. A raccontarne la storia ci sono testimonianze nel 1716, quando la città sotto il dominio turco fu resa al principe italo-austriaco Eugenio di Savoia. Dopo il 1867, l'anno di riconciliazione austro-ungarica, vi fu una nuova grande fioritura della vita comunitaria ed in quel periodo furono costruite sei sinagoghe. La Sinagoga "Neolog", edificata tra il 1863 ed il 1864, in stile "bizantino moresco", è considerata una vera opera d’arte. Nel 1872 quando l'Imperatore Francesco Giuseppe si trovò a Timisoara per vedere le devastazioni sul quel territorio, visitò questa sinagoga, ritenuta tuttora un gioiello della città in un quartiere neogotico. Tra il 1906 ed il 1920, fu costruita la Sinagoga "Ortodossa" nel distretto di Iosefin, l'unica accessibile in questo momento. La terza, "la Sinagoga del Tessuto" avrebbe bisogno di grandi riparazioni di cui però nessuno, ad oggi, è disposto a sobbarcarsi gli oneri.

Durante la prima guerra mondiale gli ebrei a Timisoara erano circa 7000 e nel periodo interbellico la comunità raggiunse il suo apice con oltre 12.000 persone, superando di gran lunga il 10% della popolazione totale di quei tempi. Dopo la seconda guerra mondiale e le persecuzioni antisemite che la precedettero, anche a Timisoara l'odio prevalse, come d'altronde successe verso tutti gli ebrei della Romania: gran parte della popolazione fu inviata ai lavori forzati, dai quali molti, a causa delle umiliazioni e delle ferocità subite, non tornarono più.

Oggigiorno la comunità, nonostante sia significativamente ridotta, è piuttosto integrata. I residenti della città hanno mostrato nel corso del tempo una certa tolleranza, sebbene non si possa generalizzare né nel male né nel bene: anche in questa città multiculturale ogni tanto appare una svastica su un edificio o su un manifesto neo-legionario. Quel che è certo è che sarebbe interessante e doveroso approfondire lo studio della sua storia e della sua cultura affinché il ricco patrimonio non vada perso.

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